UNA
aprile 19, 2010 on 3:20 pm | In VIAGGI & TURISMO | No CommentsCari babilonesi, vogliamo segnalarvi la nascita, il 21 marzo 2010, all’equinozio di primavera,a Motta D’Affermo (provincia di Messina) di “Piramide – 38° parallelo”, opera che arricchisce il parco di sculture a cielo aperto più grande d’Europa: Fiumara d’arte, nel territorio di Castel di Tusa, ancora nella provincia di Messina e ideata da Antonio Presti.
La maestosa scultura a mezza altezza tra cielo e terra è stata realizzata dall’artista Mauro Staccioli.
Una opera che invita al risveglio e alla rinascita, una metafora sul delicato equilibrio di forze opposte e contrarie.
Il significato di questa opera alta trenta metri la cui costruzione è durata ben 2 anni e mezzo – è la perfetta sintesi dell’universale, di coesistenza degli opposti: il “triangolo – afferma Staccioli – è l’immagine a tre punte di cui immagino che i vertici siano Arte, Religione e Filosofia. È la Sicilia”. Questa figura perfetta è dunque un invito a meditare sul nostro destino di uomini in lotta tra materia e spiritualità ma anche un ammonimento all’appiattimento morale di una società che – sottomessa alla dittatura del consumismo – ha smarrito ogni senso di bellezza, ogni ricerca di giustizia.
“Mi interessava creare un luogo al tempo stesso universale e particolare – continua l’artista – dove l’uomo potesse soffermarsi a pensare per riflettere sul senso dell’esistenza: quesito senza risposta, forse, ma tangibile, un luogo laico di riflessione sull’essere e lo stare nel mondo di oggi”.
La grande Piramide deve il nome, “38° Parallelo”, alla sua collocazione su una collina nel territorio di Motta d’Affermo (Messina) che guarda il mare, le isole Eolie e sullo sfondo gli scavi archeologici dell’antica città di Halaesa. Quello stesso parallelo sul quale, nell’altro emisfero, passa il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, quasi a voler riequilibrare la tensione conflittuale di un luogo con la sacralità dell’Arte. Da un lato del mondo le guerre flagellano l’uomo, dall’altro è nato invece un luogo di spiritualità e bellezza, dal quale elevarsi, ribellandosi contro l’appiattimento della nostra società”.
La struttura della Piramide, un tetraedro cavo, è stata realizzata con centinaia di lastre fino a raggiungere l’altezza di 30 metri, in acciaio corten: uno speciale materiale che a contatto con l’aria si ossida e assume un colore bruno intenso. Al tramonto i raggi del sole calante accendono di rosso l’acciaio bruno e la luce penetra all’interno della scultura attraverso un taglio sullo spigolo orientato a Nord-Ovest, in direzione di Cefalù.
L’opera “parla” poiché le giunture d’acciaio, rese calde dall’esposizione al sole, risuonano quando la temperatura del metallo si abbassa. Il centro della Piramide si completa con delle antiche pietre “ferrose”, erose e corrose dal mare prima che le acque si ritirassero dalla collina, ritrovate durante gli scavi di sbancamento e ricomposte per la realizzazione della spirale all’interno dell’opera. La Piramide è quindi come nutrita dalla stessa terra rossa e ferrosa su cui sorge ed esprime al suo interno la ricerca e il raggiungimento di un equilibrio. Sarà possibile visitare l’interno della piramide solo il 21 giugno di ogni anno, in coincidenza con il solstizio d’estate. Ancora una volta una scelta simbolica: il 21 giugno è infatti il giorno più lungo dell’anno e le ore di luce superano quelle del buio; chi parteciperà annualmente al rito della Piramide sceglierà sempre il trionfo della luce.
Tra i progetti futuri c’è l’idea di ritualizzare l’apertura dell’opera a ogni solstizio d’estate coinvolgendo poeti, musicisti, danzatori, e di sancire un gemellaggio con le isole Eolie, dove lo Stromboli, con il suo triangolo di fuoco universale, si collega idealmente all’emergere della Piramide nel Parco di Fiumara d’Arte.
Per arrivare a Motta D’Affermo , prendere l’ autostrada A20 Messina-Palermo, uscire a Santo Stefano di Camastra, seguire le indicazioni per Castel di Tusa (strada statale 113), e circa 5 km prima di arrivare a castel di Tusa, seguire l’ indicazione per Motta D’ Affermo.
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