Riportiamo volentieri questo articolo di SiciliaInforma:
Il Presidente del Consiglio, Berlusconi, nel suo bilancio balneare ha rivendicato al suo governo l’attuazione di una politica di sinistra, affermando implicitamente la sua volontà di interpretare la “vera” missione dell’opposizione di centrosinistra, che invece getta fumo negli occhi al popolo. Inutile cercare fra i provvedimenti del governo qualcosa che giustifichi una simile asserzione, ma non fa niente: la politica ci abitua a cazzate quotidiane di proporzioni clamorose e andare a caccia della più grossa è come cercare lo Jeti nell’Himalaya.

L’unica ragione che può avere suggerito al premier la rappresentanza della Sinistra – oltre che della destra e del centro – è il Ministro del Welfare, Sacconi, ex socialista, il quale ha messo in campo alcune idee liberali, devastate dalla ricetta Tremonti. Parentesi: Giulio sembra abitare il sottoscala, invece sta in cima alla scala e si prepara a scendere al momento giusto per concedersi al popolo come Wanda Osiris nelle sue vaporose entrate in scena con il seguito di boys.
La questione, dunque, non è tanto di scoprire se c’è Sinistra nel governo Berlusconi – l’esercizio è da avanspettacolo – quanto verificare la politica di destra del governo di centrodestra, per capire se ne ha una. E’ preferibile, infatti, una politica di destra coerente, con la quale confrontarsi e misurare effetti e obietivi, piuttosto che l’avanspettacolo in attesa che Wanda Osiris scenda dalle scale a braccetto di Robin Hood.
La cultura di Destra ha dei cavalli di battaglia tradizionali, che possono non piacere, ma ganno un senso e sono legittimati da correnti di pensiero, persone per bene e statisti insigni. IL cuore di una politica di Destra, quello che batte “sempre”, è l’unità nazionale. Una volta si diceva: patria, Dio e famiglia. Ora lo slogan è desueto, ma in fondo in fondo la Destra è cattolica, legata alle tradizioni familiari ed alla patria come identità culturale.
Le ragioni del cuore. Ma non basta, perché ci sono le ragioni del governo, e cioè la necessità di stabilire l’autorità, di assicurare l’ordine, la disciplina, il rispetto delle regole e, in una parola, dare sicurezza ai cittadini. Il fascismo, che s’intendeva di comunicazione, sintetizzò in due brillanti slogan, tutto questo: treni in orario e porte aperte. La gente poteva dormire senza bisogno di barricarsi in casa. Che le cose stessero diversame nte, è probabile, perché ai giornali veniva impedito di ospuitare articoli disfattisti, e cioè la cronaca nera. Quindi i cittadini non sapevano se davvero le cose stavano così.
I treni in orario? Pare che fosse proprio così, anche perché i treni erano davvero pochi e non avevano incroci da rispettare e coincidenze o altro. Comunque sia, la sicurezza è stata sempre in testa alla destra, quella storica – democratica o dispotica (al pari della sinistra) .
La politica di destra del centro destra dov’è? Il federalismo richiesto con i pugni sul tavolo dalla Lega è, oggettivamente, una sconfessione dello schema unitario del Paese, piaccia o no. In più non passa giorno che un ministro del Governo o u n dirigente di un partito che fa parte della maggioranza, non sbeffeggi simboli dell’unità nazionale. Immaginate che AN avrebbe sopportato, stando all’opposizione, un atteggiamento così “blasfemo” da parte di un ministro di Sinistra o dello stesso leghismo? No, non l’avrebbe sopportato. Ora, invece, sopporta questo e altro.
Sicurezza. Giulio Tremonti dal sottoscala dirige le operazioni e taglia ben tre miliardi di lire alle risorse del settore: meno soldi ai poliziotti, meno solldi per mezzo e strumenti essenziali per la lotta alla criminalità. Meno soli anche alla giustizia, anche perché in quell’area parcheggiano le procure che perseguitano Berlusconi. Se non vci sono i soldi per mettere la benzina nelle auto della polizia e pasgare con dignità i tutori dell’ordine, e non ce ne sono per il personale dell’amministrazione giudiziaria, la politica della sicurezza come si può fare?
La Russa, che è il rappresentante della Destra nel centrodestra, non sembra avere dubbi: con i soldati nelle grandi città. Invece che dare risorse ai poliziotti si spendono denari per fare ammuino. E il Ministro dell’Interno, Maroni? Proclamando lo stato di emergenza nazionale, che è una cosa inaudita. Si comunica una straordinarietà per varare provvedimenti di normale amministrazione. Si mostra la faccia cattiva per clandestini e rom e non si da la caccia ai delinquenti (qualunque sia l’etnia, la religione lo stato sociale ed economico) perché mancano i mezzi per farlo e perché vengono azzoppate le leggi (intercettazioni).
IL centrodestra, infine, dovrebbe farsi paladino delle liberalizzazioni, quelle iniziate dal centrosinistra, ma anche qui, nemmeno l’ombra.
Per questi motivi è preferibile una coerente politica di destra a questa intollerabile presa per i fondelli.
26 luglio 2008