
Abbiamo trascorso anni nella demonizzazione dell’intervento pubblico in economia. Dello Stato fuori dall’Economia. Del privato come unica forma di libertà e democrazia. “Comunisti!”, gridavano gli oltranzisti liberisti, i fautori del capitalismo ortodosso, gli amanti della deregulation a chi osava ribadire il concetto che le garanzie di una pensione sicura alla fine di anni di lavoro, le prestazioni mediche e sanitarie, i servizi sociali, dovessero essere garantiti dallo Stato. Pena l’abbattimento del concetto stesso di Stato come comunità. E invece per anni abbiamo assistito alla caccia di chi cercava di contestare l’abbattimento dello Stato sociale.
E oggi?!?!
Come definire quello che succede in questi giorni?!?! La FED in USA interviene a salvare l’AIG (l’American International Group) con 85 miliardi di dollari, nazionalizzando di fatto una delle più grandi imprese private e finanziarie degli USA.
Qui da noi, nel Belpaese, il Governo liberista smembra Alitalia in 2 pezzi, vende la roba buona ai privati e crea una società con gli scarti, i rifiuti e le schifezze di Alitalia, accollando alla finanza pubblica (e quindi alle tasse dei cittadini) il debito creato da amministratori sprovveduti e pagati milioni di Euro per la loro expertise (?!?).
Quelle teorie economiche tanto vituperate si fondavano sul concetto di gestione, programmazione e garanzia dello Stato sull’economia. E oggi? I nemici giurati della social-democrazia (e ovviamente del socialismo e del comunismo) riscoprono il governo dell’economia, socializzando e nazionalizzando le imprese….. a spese dei cittadini-contrinuenti. Gli stessi che per anni si sono fatti propaganda al suono di “Non mettiamo le mani nella tasche dei cittadini con le tasse!”.
Nel frattempo, i cittadini comuni, privati via via di ogni sicurezza sociale e spinti (quando non obbligati) a farsi l’assicurazione sanitaria privata, il fondo pensione integrativo, le polizze vita oggi tremano perché i loro risparmi sono nelle mani di compagnie private (banche ed assicurazioni) che dopo aver speculato selvaggiamente con i loro soldi, rischiano la bancarotta, trascinando con sé il loro destino di privati cittadini che avevano “creduto” in loro consegnando nelle loro mani il loro stesso futuro. Dove sono oggi tutti quei guru della propaganda del “privato è bello” e del “pubblico è retrò″?
Il bisogno crescente di sicurezza sociale ed economica aiuterà a rivalutare almeno i presupposti di alcune teorie economiche e sociali cadute col Muro ma forse non completamente sepolte?!?
Heidi
Per un approfondimento: Capitalismo di Stato di FEDERICO RAMPINI su Repubblica