UNA
ottobre 30, 2007 on 2:03 pm | In I DUBBI DI HEIDI | 1 CommentPrendo spunto da quanto apparso su La Sicilia del 25 Agosto circa la crisi di presenze nel comparto turistico a Taormina («Servono nuove strategie», intervista al presidente dell’associazione albergatori Sig. Trifiletti ) e da quanto, in maniera decisamente contraddittoria, appare sul sito del Comune di Taormina “Incremento presenze Turistiche luglio 2007”, Delle due, l’una….. o c’è crisi o c’è incremento! Le due cose sono incompatibili fra di loro. Lapalissianamente: i numeri sono numeri e non mentono mai. Chi, colpevolmente o no, si sbaglia? L’occhio del cittadino che s’aggira fra le strade della città scommetterebbero sulla giustezza del trend denunciato dal Presidente dell’Ass. Albergatori.
Poiché sono professionalmente impegnato a Taormina, parto da questi due ultimi articoli per sottoporre alla Vostra attenzione una serie di considerazioni, di osservazioni e di proposte sul turismo in generale e sul turismo a Taormina in particolare. I risultati che sono davanti agli occhi di tutti me ne danno il pretesto.
In generale, negli ultimi anni abbiamo assistito ad uno spezzettamento delle competenze in materia turistica che invece di favorire l’aggregazione delle forze operanti sul territorio e di nuove figure arrecanti nuove idee e nuove energie, ha favorito clientele e controllo da parte dei grandi potentati economico-finanziari in riferimento al comparto turistico. La dismissione del Ministero del Turismoe l’inoperatività dell’ENIT, prima, il passaggio delle competenze alle Regioni e quindi alle Aziende del Turismo, poi, ed ancora, per ultimo, la chiusura delle Aziende di Soggiorno e il conseguente passaggio delle competenze agli Assessori comunali, rendono ogni programmazione pressoché impossibile.
Il Turismo è un’industria e come ogni industria, come ogni azienda, ha bisogno di una chiara strategia di mercato, di obiettivi da delineare, da perseguire e da raggiungere nel medio termine, di un’idea a tutto tondo su come “gestire l’azienda”.
Qui invece ci troviamo ad aver dato le chiavi di comando di una delle più importanti industrie del Paese all’assessore locale di turno purtroppo “di passaggio” a causa delle sempre mutevoli condizioni politiche che caratterizzano la vita dei Comuni italiani, rendendo pertanto impossibile ogni pianificazione ed ogni strategia a medio e a lungo termine. Come si può pianificare con qualcuno che oggi c’è ma che potrebbe non esserci nel giro di poche settimane? E soprattutto con qualcuno che non risponde alle logiche dei risultati di gestione ma solo a logiche politiche?
Il turismo è anche marketing e chi si occupa di marketing consoce un termine: il R.O.I. (return on investment – ritorno dell’investimento). Questo dovrebbe essere il criterio che dovrebbe muovere ogni decisione di spesa nel capitolo dedicato al turismo: quando spendo 1 euro, quanto mi ritorna da quell’euro speso?!?
Qui invece gli euro sono spesi per finanziare le iniziative di promozione che non hanno né testa né coda, per foraggiare consorzi turistici improbabili, per concedere agevolazioni, prestiti e fondi a chi di dovere….
A Taormina, purtroppo, gli effetti stiamo cominciando a vederli in maniera amplificata: sono sotto gli occhi di tutti il calo delle presenza negli hotel, i ristoranti mezzi vuoti a pranzo e a cena, l’accorciamento della presenza media del turista, il pressappochismo nel gestire eventi culturali che potrebbero avere grande risonanza. Ultimo esempio la mostra dell’Annunciata che per una settimana e poco più è rimasta esposta nelle sale di Palazzo Corvaja senza che fuori vi fosse non uno stendardo – come è poi avvenuto in seguito – ma neanche un foglietto di carta scritto col pennarello!
Turisticamente parlando, nel senso commerciale e di marketing, un evento del genere doveva essere annunciato con mesi e mesi di anticipo, andava fatta una campagna pubblicitaria fra i media, gli operatori avrebbero potuto costruire pacchetti ed offerte attorno all’evento, gli studenti delle scuole pubbliche avrebbero potuto fare dei lavori integrati che avrebbero avuto anche una valenza culturale per le giovani generazioni taorminesi. Niente di tutto ciò invece…..
La domanda semplice è: si può lasciare un comparto economico così importante a chi ha poca o nessuna esperienza nel settore turistico ed in particolare nell’incoming e nel marketing? Si può davvero lasciare la programmazione turistica in balia delle correnti politiche (le “correnti” dei “venti politici” che mutano al mutar del giorno e della notte?!?)
Dicevo che Taormina, più di ogni altra, soffre di questa situazione. Da una parte vorrebbe trattenere e ribadire i fasti del proprio passato di capitale del turismo siciliana, dall’altra vede sempre più visitatori prenderla a morsi e fuggire altrove, tradendola.
E nessuno sembra voler aprire gli occhi e raccontarsi la verità. O, meglio, le verità. Le verità spesso sono dolorose ma necessarie: la rimozione di un problema non ha mai portato alla soluzione di esso.
Taormina è e rimarrà un evento unico in cui gli Dei, la storia e la fortuna hanno concentrato su un colle una quantità inusuale di meraviglie. Ma, e sottolineo ma, sempre di più e sempre più spesso sembra una vecchia signora incapace di tenere testa alle nuove generazioni che avanzano (la concorrenza) e pare più desiderosa di godersi la vecchiaia e la pensione in santa pace, incapace ormai di produrre idee nuove che riscattino il brillante passato, rimanendo impotente a guardare i tanti che attorno a sé cercano di depredarla. E purtroppo spesso sono gli stessi figli suoi, vendicatori di tutti i figli di Kronos/Saturno.
Taormina ha goduto per lunghi e gloriosi anni di un privilegio unico: quello di essere l’unico posto attrezzato e capace di soddisfare la domanda di ricettività di chi veniva a visitare l’Isola: l’unico “campo base” da cui partire per l’esplorazione delle altre Perle di Sicilia. Ed è questa la verità che dobbiamo dirci: agli occhi del visitatore, del turista, del viaggiatore, la Sicilia è intesa come una meta unica, globale, indivisibile. La Sicilia è Siracusa, Agrigento, Palermo, l’Etna, la Provincia di Ragusa. E’ tutta ed è una meta indivisibile. Il turista non va a Taormina o a Siracusa o a Agrigento o a Palermo o sull’Etna: il turista va in Sicilia.
Adesso questa situazione è cambiata. Totalmente. Irreversibilmente. Per chi viene in Sicilia, Taormina non è più l’unico “campo base” da cui partire. Tantissime sono le offerte nell’isola. E sono il frutto di politiche ed investimenti tesi ad offrire anche altri prodotti ai turisti. Sono il frutto di investimenti nei grandi villaggi turistici presenti sull’Isola, sono il frutto della nascita dei bed & breakfast e degli agri-turismo che hanno saputo restituire al viaggiatore i sapori autentici ormai perduti a Taormina a causa della massificazione.
E’ questa la verità che bisogna dirsi: agli occhi del turista la Sicilia è Siracusa, Agrigento, Palermo, l’Etna, la Provincia di Ragusa. Tutto insieme. E’ tutta ed è una meta indivisibile. Il turista non va a Taormina o a Siracusa o a Agrigento o a Palermo o sull’Etna: il turista va in Sicilia.
Ed oggi, in Sicilia, trova una serie di offerte che sono più interessanti di Taormina: in termini economici, in termini di autenticità, in termini di sfruttamento. I “campi base” si stanno spostando altrove.
E la mancanza di progettazione, di programmazione e di innovazione per il mantenimento di posizione leader nel turismo siciliano, ha portato Taormina a sentirsi in balie delle onde. Senza un capitano che sappia governare la barca e le sappia dare una direzione precisa, ma con una serie di mozzi che si barcamenano senza esperienza alcuna nell’esercizio della gestione, della programmazione, del marketing. E’ un po’ come aver deciso di mettere alla testa del gruppo Fiat, un rivenditore di auto piuttosto che l’ingegner Marchionni!
Allora bisognerebbe ripensarla questa città, bisognerebbe fare uno sforzo di fantasia, di innovazione e di lungimiranza e riportarla ad essere “unica” in Sicilia.
Questo è possibile solo facendo un’inversione di tendenza ad U e puntando all’eccellenza: obbligando i nostri amministratori a puntare su una “Città a 5 stelle”. La definizione la prendo in prestito da qualcun altro che prima di me l’ha usata. Chiedo venia ma non ricordo dove l’ho sentita e chi ha pronunciato questa formula, ma credo che essa esprima a pieno il progetto al quale bisognerebbe lavorare.
Cosa significa allora essere una “Città a 5 stelle”.
Prima di tutto, dichiararla territorio che non si può più vandalizzare con i sacchi immobiliari. Dichiararne la saturazione(prendo la definizione in prestito da Legambiante). I Taorminesi, giustamente, rivendicano il loro glorioso passato in cui letterati, artisti, fotografi, intellettuali e aristocratici solevano ritrovarsi a Taormina per goderne gli scenari incantevoli. Mi domando adesso: quale letterato, artista, fotografo, intellettuale o aristocratico deciderebbe di passeggiare in una città a cui pezzo dopo pezzo sono stati sottratti squarci di panorama, quel panorama che l’ha resa unica ed amata, quel panorama che doveva essere dichiarato “bene comunale” irrinunciabile, di tutti i taorminesi e di tutti i cittadini del mondo.
Quale persona desiderosa di una vacanza decide di andare in vacanza in un posto per passeggiare fra il cemento, privato del panorama e degli squarci, insediato dai rumori, dal disordine, dalla sporcizia (molto spesso disordinatamente prodotta dai figli stessi di Taormina)?!?!? Quale pittore paesaggista oggi ritrarrebbe l’Etna sullo sfondo, con una Baia di Naxos invasa dal cemento del progettando porticciolo di Villagonia?!?!? Cosa portano venti yacht ormeggiati? Al più si fermeranno 2 notti. Dormiranno sui loro yatch. Scenderanno a fare la spesa al mercato per cucinare poi sui loro yacht con i loro cuochi. Tutt’al più si godranno una serata al ristorante. Qual è il valore aggiunto in termini di R.O.I. per la città?
In Toscana il paesaggio, il paesaggio, è tutelato da norme certe, il Chianti è immodificabile! Cosi come moltissime altre zone perché sono IL (maiuscolo) motivo del viaggio (insieme all’autenticità e alla genuinità). Taormina, con tutte le risorse artistico- storico-culturali, dovrebbe essere trattata invece come un museo all’aperto!!!
E come tutti i Musei dovrebbe essere perimetrata e nel proprio perimetro essere INVIOLABILE.
E come in tutti i Musei bisognerebbe rendere fruibili e leggibili ai visitatori i vari “pezzi” esposti, i “pezzi” di questa città. E come in tutti i Musei ci vorrebbe la cartellonistica didascalica adatta ad informare il visitatore del museo sul nome, l’epoca, la storia del “pezzo”… di città che sta visitand. E come in tutti i musei bisognerebbe poterla visitare con un audio-apparecchio (cassetta-CD-iPod) che si prende all’ingresso, previo lascito di un documento di identità che si restituisce alla fine del tour. Creare una città-museo. Grazie a Dio, Taormina ha la fortuna di essere letta sotto diverse forme e con diversi profili: si possono creare percorsi storici, percorsi architettonici, percorsi letterari, percorsi naturalisti. E, per ogni percorso, vedremo i nostri visitatori passeggiare attenti per le vie di Taormina a scoprirne i segreti.
Ma una città-museo non è una cosa morta: la città-museo pulsa di innovazione. Il nostro non deve essere un museo con la puzza di chiuso e di stantio e le ragnatele ma deve essere un museo all’avanguardia: un museo interattivo!
Ed allora chi soggiorna a Taormina deve essere in grado di connettersi gratuitamente ad Internet da qualsiasi punto della città, coniugando così storia e tradizione con modernità e innovazione. Via internet tutta la città (cominciando proprio dal Comune con notevole risparmio di denari) potrebbe telefonare gratis (lo si fa già a in diverse città nel mondo tramite la tecnologia VOIP e l’imminente WiMAx). Non è fantascienza, è possibile subito. Non è cara, bastano pochissimi euro e due antenne!!! Questo è una “Città a 5 stelle”: una città che offre servizi integrativi gratuitamente, “inclusi nel prezzo”. Questo la può rendere unica e restituirle il suo primato: diventare città dell’eccellenza.
Se per gli albergatori, i ristoratori, i commercianti, il target del visitatore da ospitare deve essere quello medio-alto degli imprenditori, dei manager, dei liberi professionisti, questo è un servizio dal quale non si può più prescindere! Non è sufficiente avere i collegamenti internet negli alberghi. Nessuno va in vacanza per chiudersi a lavorare in camera. E la gente di questo target è tutta gente che ha bisogno di essere continuamente on-line. Anche in vacanza. E dobbiamo dargli la possibilità di essere on-line dai tavolini della piazza IX Aprile o dalle tante piazzette di Taormina, dalla scalinata Timoleone o dalle tante scalinate di Taormina, dal Giardino Pubblico e dal teatro Greco, conciliando davvero Passato e Futuro! Allora sì che il nostro imprenditore, il nostro dei manager, il nostro libero professionisti potrà e vorrà venire a fare un weekend lungo a Taormina! Da Milano, da Torino, da Bologna, da Roma, da Genova o da qualsiasi altra parte d’Europa grazie al vicino aeroporto.
Se un altro obiettivo dei nostri albergatori, dei nostri ristoratori, dei nostri commercianti è trattenere uno, due, tre giorni in più il visitatore la possibilità di visitare la città più volte e da angolazioni diverse può essere un’occasione in più: è quello che dobbiamo dargli.
In quest’ottica, u altro motivo per allungare il soggiorno a Taormina è la fruizione e la godibilità della sua natura attraverso i numerosi sentieri naturalistici che andrebbero immediatamente messi a dimora e in sicurezza e restituiti a chi ama rilassarsi passeggiando. Quel target di cui sopra, quello straniero che viene a visitarci non è come noi, siciliani medi, pigro. No, è generalmente molto attivo, cammina a piedi, ama fare lunghe passeggiate, è sportivo!
Una “Città a 5 stelle” non può fare a meno della sua area fitness naturale!! E non può permettere che il visitatore di passaggio non possa godere, anche se pur temporaneamente, degli ambiti sportivi comunali (tennis, piscina).
Una “Città a 5 stelle” è quella che si prende cura dell’arredo urbano, delle piante, dei fiori. Ma dov’è l’arredo urbano di questa città?!?! Dove sono i cestini, dove sono le aiuole, dove sono i fiori e i profumi?!? Oggi vediamo una città piena di immondizia, sporca, con cartelloni penzolanti affissi dovunque ci sia un posto libero, una cartellonistica assolutamente anarchica e anti-estetica, strade che sembrano più percorsi da gimcane, puzzo di urine animali e non….
Una “Città a 5 stelle” è una città che ha a cuore gli aspetti di eco-compatibili. Perché eco-compatibilità è economia. Allora una “Città a 5 stelle” deve raggiungere l’autosufficienza energetica. Oggi questa città collassa energeticamente all’arrivo del caldo e dell’alta stagione. Perché non fare politiche che incentivino l’istallazione dei pannelli fotovoltaici o solari attraverso uno sconto sull’ICI per chi li istalla? Risparmierebbe il cittadino in tasse ed energia. Perché non obbligare i grandi alberghi all’istallazione?! Ne guadagnerebbe l’ambiente e l’hotel! Perché non dotare gli immobili comunali di pannelli fotovoltaici o solari. Non solo ci sarebbe un drastico risparmio di denaro per spese di bolletta energetica, ma il Comune (come il privato cittadino) troverebbe una fonte di reddito perché tutta l’energia prodotta in eccesso potrebbe essere rimessa in rete e rivenduta e quindi diventare una fonte di reddito per il Comune, sgravando questi costi dalle tasse (ICI) dei cittadini.
Una “Città a 5 stelle” è quella che si distingue per la cortesia e professionalità di chi lavora in albergo, di chi lavora nei bar, di chi lavora nei ristoranti o nei negozi. Invece, spesso si ha l’impressione che il visitatore-cliente sia solo un pollo da spennare, qualcuno che ci disturba piuttosto e quindi non degno di rispetto, di cortesia e professionalità. Qui si potrebbe anche aprire una parentesi sui prezzi e sulla politica dei prezzi ma la rinvio a dopo.
Sempre una “Città a 5 stelle” è quella che offre l’eccellenza, la ricercatezza, la diversificazione nell’offerta eno-gastronomica ma, a parte qualche rara eccezione, vogliamo dire che a Taormina si mangiano davvero “specialità siciliane”? Ingredienti tipici ed originali? Ricette tradizionali? Avete provato a confrontare i menù dei vari ristoranti?! Spesso si distinguono solo per il prezzo….
Il turismo è una cosa seria e complessa. Soprattutto oggi. Avrebbe bisogno di una riflessione profonda su I motivi del turismo. E, dopo averli individuati, lì puntare ed investire.
Perché andiamo in vacanza? Cosa cerchiamo in vacanza? E lo troviamo a Taormina?
In vacanza cerco la possibilità di tirarmi fuori dallo stress quotidiano. Cerco un posto dove l’ambiente circostante (architettura e natura) mi rapiscano. Cerco un posto dove scoprire cose nuove. Dove potermi anche curare il fisico, fare sport. Un posto che mi dia stimoli intellettuali, culturali. Un posto che mi offra un’interessante vita notturna. Un posto da cui poter partire all’esplorazione della regione circostante.
Come risponde Taormina a questi bisogni che rappresentano i motivi del turismo: il traffico in città è mediamente caotico, i mezzi pubblici altamente inquinanti e rumorosi, l’arredo urbano non aiuta a valorizzare il patrimonio storico-architettonico, né sono tantomeno fruibili i percorsi naturalistici, piste ciclabili o percorsi per correre. La programmazione della stagione culturale è sempre in ritardo sia negli aspetti organizzativi che in quelli promozionali. La vita notturna, essendosi appiattita su un’offerta media, è sempre più popolata da famelici individui affamati di prede straniere e, a parte la stagione di Taormina Arte e pochissime altre lodevolissime eccezioni, non offre nessuno spettacolo di rilievo (mentre, per ritornare a dare un occhio alla “concorrenza”, nel resto della Sicilia prolifica l’offerta culturale e di spettacoli)
Sembrerebbe che, ad oggi, a Taormina si sia prettamente curato l’aspetto della ricettività e quindi, prosaicamente, ad aumentare i posti letto. Ma l’aumento dell’offerta ricettiva deve essere la conseguenza non il motore trainante del turismo!! E’ esattamente aver messo il carro davanti ai buoi!!!
Infine una parola sui prezzi a Taormina. Una parola semplice: non sono competitivi. Basta girare l’angolo, andare da qualche altra parte in Sicilia, anche a pochissimi chilometri, per vedere l’enorme divario. Non basta dire: “Ma Taormina è Taormina”. E’ stupido, è riduttivo, è rimuovere la verità. Il turismo è mercato. E il mercato è anche determinato dal prezzo. E dal rapporto qualità-prezzo. In nessuno dei due casi Taormina è competitiva.
E chi avesse voglia di continuare a rispondere“Ma Taormina è Taormina” provi a parlare con chi ha un ristorante, con chi ha un negozio, ecc.. Se va bene pagare affitti a un mercato immobiliare inflazionato senza avere poi i numeri, in termini di clientela, per corrispondere ai costi. Bisogna uscire fuori dalla logica che in 2 messi devo guadagnare tutto il possibile per affrontare i 10 mesi successivi. Taormina non merita questo. Si potrebbe lavorare con continuità, con prezzi più competitivi, allungando la stagione.
Sull’assenza di coordinamento fra gli attori del turismo a Taormina, neanche mi soffermo: mi rattrista la blasfemia.
Quello che mi son permesso di dire, l’ho detto non per dar sfogo ad un anelito di pessimismo criticone e fine a sé stesso. L’ho scritto solo perché vedo una città dalle potenzialità enormi, lasciata in mano eufemisticamente “inesperte”, per cavalcare l’onda del politically correct..
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Penso che il vero scandalo sia la totale indifferenza con cui spesso ci lascaimo cadere addosso le cose, l’inerzia e l’apatia con cui siamo soliti vivere passivamente la vita e il mancato coraggio di dire basta a chi dovrebbe avere orecchie per sentirci, occhi per guardare e mani per FARE! Ahimè però, non sempre i sensi vengono sfruttati a dovere, cosicchè ci si ritrova invece a fare i conti, con quanti, una volta occupata la poltrona, fanno della loro politica una corsa sfrenata all’ INSUCCESSO!
Che peccato!
Commento by simona — 16 maggio 2008 #