AVOLA
novembre 22, 2008 on 9:48 am | In COSE D'ITALIA | No Comments“Volevano trecento lire in più. Ma la loro protesta è finita nel sangue” …

proteste contadine ad Avola, 2 dicembre 1968
… Volentieri ricordiamo un pezzo di storia di Sicilia, ancora di grande attualità
Avola (provincia di Siracusa) rappresenta forse l’ultimo eccidio di operai prima della contestazione studentesca/operaia del 1968. Una repressione feroce della polizia che ricorda quella della fine degli anni Quaranta e Cinquanta, selvaggia e assassina, insomma stile Scelba (nostro primo ministro coinvolto nella
Strage di Portella della Ginestra, 1 Maggio 1947) e Tambroni (nostro primo ministro responsabile dei Fatti di Genova del 30 giugno 1960) .
Il sangue di Avola contruibui più tardi alla promulgazione dello Statuto dei Lavoratori.

blocco durante le proteste di Avola
La lotta intrapresa dai lavoratori agricoli della provincia di Siracusa il 24 novembre 1968, a cui partecipano i braccianti di Avola, rivendicava l’aumento della paga giornaliera, l’eliminazione delle differenze salariali e di orario fra le due zone nelle quali era divisa la provincia, l’introduzione di una normativa atta a garantire il rispetto dei contratti, l’avvio delle commissioni paritetiche di controllo, strappate con la lotta nel 1966 ma mai messe in funzione.
Gli agrari rifiutano di trattare sull’orario e le commissioni. Lo sciopero prosegue. Il prefetto di Siracusa convoca di nuovo le parti, ma per due volte gli agrari non si presentano. La tensione sale. I braccianti effettuano blocchi stradali caricati dalla polizia.

proteste contadine ad Avola, 2 dicembre 1968
Il 2 dicembre Avola partecipa in massa allo sciopero generale. I braccianti iniziano dalla notte i blocchi stradali sulla statale per Noto, gli operai sono al loro fianco. Nella mattinata arrivano donne e bambini. Intorno alle 14 il vicequestore di Siracusa, Samperisi, ordina al reparto Celere giunto da Catania di attaccare. La polizia lancia lacrimogeni, ma per effetto del vento il fumo gli torna contro. Divenuti bersaglio di una fitta sassaiola, i militi sparano sulla folla. I manifestanti pensano siano colpi a salve, finché non vedono i loro compagni cadere.

ferito durante le proteste contadine di Avola, dicembre 1968
Il bilancio è di due braccianti morti, Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia, e 48 feriti, di cui 5 gravi: Salvatore Agostino, detto Sebastiano, Giuseppe Buscemi, Giorgio Garofalo, Paolo Caldaretta, Antonino Gianò. Sul posto furono trovati quasi tre chili di bossoli.
Verso mezzanotte il ministro dell’Interno Restivo convoca una riunione fra agrari e sindacalisti, che dura fino al giorno dopo. Il contratto viene firmato, le richieste dei braccianti sono state accolte.
Per protesta, In tutta Italia ci furono decine di manifestazioni, con scontri ed arresti, anticipazione di ciò che sarebbe avvenuto di lì a poco…

quello che rimase dopo i morti di Avola 1968
Da un articolo di Mauro De Mauro* del 3 dicembre 1968 (articolo completo), il giornalista scomparso nel 1970 e mai più ritrovato, vittima della “lupara bianca” della mafia. L’articolo è contenuto su Avvenimenti Italiani
Avola. Al ventesimo chilometro della statale 115, quasi alle porte di Avola, non si passa più. Bisogna scendere dalla macchina e proseguire a piedi verso il grosso borgo che si intravede poco al di là della curva, quasi di fronte al mare. E’ difficile mantenersi in equilibrio sull’asfalto di pietre e bossoli. E’ uno spettacolo desolante; si ha la precisa sensazione che qui, per diverse ore, si è svolta un’accanita battaglia. In fondo al rettilineo la strada è parzialmente ostruita dalle carcasse fumanti di due automezzi della polizia dati alle fiamme.
Sull’asfalto, qua e là, dalle chiazze di sangue rappreso. Anche un autotreno, messo di traverso dagli operai in sciopero per bloccare la strada, è sforacchiato dai colpi e annerito dal fuoco. Proprio come una “R4” e una decina di motociclette dei braccianti su cui i serbatoi i poliziotti hanno sparato per impedirgli di andarsene.
Sono le dieci di sera di lunedì 2 dicembre. Giornalisti e fotografi. Accorsi da tutta l’Italia, stanno raggiungendo un paese il cui nome resterà a lungo nella storia delle lotte sindacali siciliane.
E’ una prospera cittadina , a pochi chilometri da Siracusa, al centro di una ricchissima zona di orti e agrumeti. Fino a ieri era noto come “ il posto delle mandorle”, le buone, dolcissime,tenere mandorle di Avola. Da oggi non si potrà più nominare senza venir colti da un senso di sgomento e di profonda amarezza.
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