DIARIO DI UNA MAMMA MODERNA di Angela Barbera
dicembre 2, 2007 on 9:43 am | In SOCIETA' & COSTUME | 4 CommentsOddio… sono ancora le 6 del mattino ed eccolo lì coi suoi occhioni grandi chiamarti e dirti: “Mamma, latte”. Questo tutti i giorni, praticamente da quando è nato, sono giusto 3 anni, feste e weekend compresi. E allora che fare, le provi tutte per cercare di ritagliarti mezz’ora di sonno in più al mattino, specie nel weekend. Provi a non farlo dormire il pomeriggio; provi a farlo sfiancare il più possibile perché crolli esausto e possa dormire di più al mattino (ma chi crolla esausto siamo solo io e mio marito); provi a fargli fare più tardi la sera.

Niente, tutto sembra essere vano. E’ lì sveglio, bello fresco e riposato, subito a richiedere la tua attenzione, subito iper energetico nella sua meravigliosa e intrepida impresa di scoprire il mondo.
E tu che comici a rincorrerlo, specie nei giorni in cui si lavora, “Valerio dobbiamo lavarci, dobbiamo vestirci, dobbiamo preparare lo zainetto per l’asilo”- E nel frattempo provi anche tu a lavarti, a vestirti, ad avere un aspetto decente.
Ed è tutto una corsa, una continua irrefrenabile corsa.
Qualche anno fa in tv vidi uno sketch spassosissimo di Angela Finocchiaro. Impersonava una super mamma. Brava, bella, spiritosa, piena di energia, con la casa sempre perfetta, i figli accuditi e felici. La moglie ideale in grado di preparare una cena per il marito e i colleghi all’ultimo minuto, senza preavviso, e con tutti i crismi. Alla fine di quella giornata senza posa una voce fuori campo chiedeva all’inesauribile super mamma: “Ma signora, ma come fa a fare tutto questo in maniera così brillante?” – e lei – “Semplice, mi drogo”.
Beh! io non mi drogo ma è davvero evidente a tutti che l’aspettativa personale e sociale, delle e sulle donne oggi, è davvero notevole. E c’è da perderci la testa o semplicemente, c’è da perdere di vista gli obbiettivi.
E’ una continua ricerca di equilibri, come spesso accade nella vita, in cui la posta in gioco è davvero alta. Da una parte i propri legittimi desideri di realizzazione personale nel lavoro e nella vita sociale e dall’altra l’amore infinito e totalizzante verso un figlio con tutto il carico di sensi di colpa che questi due aspetti portano con sé.
E questi sensi di colpa, questo senso di isolamento diventano ancora più profondi se attorno a te non esiste una rete di servizi sociali che possano essere d’aiuto.
La situazione degli asili nido è disastrosa, riuscire ad entrare nelle graduatorie un terno al lotto. L’attenzione verso i bambini e le loro esigenze nulla. Tutti bravi, politici nazionali in prima fila, a riempirsi la bocca di paroloni retorici su “Famiglia” e “Tutela dell’Infanzia”. Poi però vedi che lo stato è totalmente latitante quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, alla creazione cioè di quegli strumenti che la famiglia davvero aiutino e sostengano.
Il 1° dicembre 2003 fu previsto nella legge finanziaria un bonus di mille euro, da erogare solo per i successivi 15 mesi, una tantum, senza differenza di reddito, per incentivare i figli successivi al primo.
Chiunque abbia avuto dei figli comprende bene quanto questa cifra sia ridicola. Solo l’acquisto di una carrozzina, adesso le vendono solo super accessoriate e con telai leggerissimi ipertecnologici, costa almeno la metà. E poi i pannolini e, cosa ancora più gravosa, il latte che, se non si ha la fortuna di poter allattare al seno i propri figli, si è costretti ad acquistare a prezzi assurdi, anche 30/40 euro alla settimana. Altro che mille euro in un anno!
Quello del latte poi merita davvero tutto un discorso a parte. L’Italia infatti risulta essere l’unico posto in Europa in cui il latte per neonati – ma in generale sono cari tutti i beni per la prima infanzia – sia così costoso. Si trova in Germania e in Francia alla metà del prezzo con cui viene venduto nel nostro paese. Le stesse multinazionali che lo vendono, metti a €10 all’estero, qui in Italia ne triplicano il prezzo.
E’ evidente che le mire siano meramente speculative. E’ evidente che nessun organo preposto controlli e vigili sui prezzi in generale, e su quelli di questi prodotti in particolare.
La cattolicissima Italia che organizza manifestazioni come il Family Day ha il tasso di natalità più basso d’Europa. Tutti i governi di paesi più laici e più moderni hanno messo in campo tutta la loro determinazione per sostenere davvero le famiglie.
In Francia, per esempio, una famiglia arriva a pagare di tasse meno della metà della stessa famiglia italiana. Il fisco del paese transalpino riconosce i costi che una famiglia sopporta per la nascita e la crescita di un figlio. E per questo differenzia la tassazione, prendendo come punto di riferimento non la singola persona, ma il “quoziente familiare”. Più figli meno tasse da pagare. Ed è così che ormai la Francia ha da anni uno dei tassi di natalità più alti dell’intero continente europeo (1,9 figli per donna): un vero baby-boom, favorito e provocato dal riconoscimento statale, dall’aiuto fiscale e dal sostegno concreto e reale avviato grazie al ventaglio di opportunità e di servizi (dagli asili nido alle scuole) posto in essere per le famiglie francesi. Per quanto riguarda i congedi parentali poi addirittura si può rimanere fuori dal lavoro per un anno per la nascita del terzo figlio (per il quale scatta un assegno di 750 euro al mese).
Ma si sa in Italia ci sono ben altre priorità e i soldi, quelli pubblici, non bastano mai! I proclami e le buone intenzioni sono solo parole e come si sa tra il dire e il fare….
E così isolate e non sostenute, noi mamme italiane moderne, possiamo solo fare affidamento sulle nostre risorse, sulla vicinanza e sensibilità dei nostri compagni che sempre di più mostrano con orgoglio la loro paternità attiva e consapevole, e per chi è più fortunato l’aiuto reale e concreto dei propri genitori.
Questi meravigliosi nonni, veri angeli custodi dei nostri piccoli, senza i quali l’Italia avrebbe ancora meno figli e quindi meno futuro.
4 commenti »
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wow!
Commento by Marco — 13 dicembre 2007 #
Salve. Da noi, alla Spagna, il nostro Governo ci ha promesso 2500€ per una volta. Ma questo non serve molto perché come dite voi, la quantitá si spegne in un´attimo coi bimbi. Sarebbe piú bello avere dei servizi come, scuole di prima infanzia gratis, permesso per la mamma durante un anno con il diritto di riserva al posto di lavoro.Aiuto per la robba, che il cibo dei bimbi non siano articoli di lusso per la CEE, oppure diversi articoli di farmacia, che supportano un incaricamento dell´iva (task europeo) di lusso per la Unione Europea.
Ma se si il Governo ci da qualcosa, benvenuto sia, che si restano molti soldi per loro stessi .
Il sostegno della quota di nascita alla Spagna venneadgl´immigranti dall´Est e della Sudamérica. Quando si sono reso conti su di quanto costa avere famiglia all´Europa, smetterano subito d´avere figli.
Va bene, dobbiamo lasciare qualcuno sul mondo. Baci ed auguri per il buo bel bimbo. Buon Natale.
Commento by carmen isla — 25 dicembre 2007 #
Grazie, Angela. Usero’ quest’articolo per il mio corso, la sezione sulle donne italiane/siciliane.
Commento by giovanna — 10 gennaio 2008 #
[...] Per un piccolo approfondimento sul tema leggi DIARIO DI UNA MAMMA MODERNA di Angela Barbera [...]
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